PEDIGREE E SALUTE DEL CANE

Il valore dei test genetici per le malattie ereditarie è oggi unanimemente riconosciuto come uno dei pilastri fondamentali di una selezione responsabile e orientata alla salute. Tuttavia, affinché tali strumenti possano esprimere pienamente la loro efficacia, è indispensabile che l’allevatore sia consapevole di un aspetto altrettanto cruciale: l’accuratezza della parentela dichiarata e registrata nei registri genealogici pubblici e/o ufficiali.

Errori o supposizioni errate sulla parentela di una cucciolata possono infatti generare conseguenze gravi e durature sulla salute genetica di un allevamento, anche quando i test genetici dei genitori risultano formalmente corretti e affidabili al 100%.

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Clear by parentage: valore e limiti

✔️ Nella pratica selettiva, i soggetti destinati alla riproduzione – sia fattrici che stalloni – vengono testati per le mutazioni genetiche associate alle patologie specifiche della razza prima dell’accoppiamento. Qualora entrambi i genitori risultino esenti da tali mutazioni (status “Clear”), si presume che anche la prole sia geneticamente esente.
Su questa base, è prassi comune definire i cuccioli come “clear by parentage” o “hereditary clear”.

Questa metodologia rappresenta un uso corretto, intelligente ed economicamente sostenibile delle conoscenze genetiche disponibili. Tuttavia, la sua validità è strettamente subordinata alla certezza assoluta della parentela dichiarata. Una parentela registrata in modo errato può produrre effetti paragonabili a un test genetico falsamente negativo, vanificando completamente l’obiettivo della selezione sanitaria.

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Esempio applicativo

🖲 Supponiamo che due soggetti, entrambi risultati negativi a tutte le mutazioni genetiche note della razza, vengano accoppiati secondo un preciso programma di selezione. All’insaputa dell’allevatore, tuttavia, un maschio diverso da quello pianificato – presente in allevamento – riesce ad accoppiarsi con la femmina il giorno precedente all’accoppiamento programmato, dando origine alla gravidanza.

Immaginiamo che questo maschio “accidentale” non sia “Clear”, ma portatore di una singola copia di una mutazione recessiva responsabile dell’atrofia progressiva della retina (PRA). Alla nascita, i cuccioli non presentano alcun segnale clinico che possa far sospettare un’errata attribuzione di parentela. In base ai test genetici dei presunti genitori, i cuccioli vengono ceduti come “clear by parentage” e, in futuro, potranno essere utilizzati a loro volta in riproduzione.

In realtà, circa il 50% dei cuccioli sarà portatore sano della mutazione PRA, senza che ciò venga rilevato.

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Le conseguenze a lungo termine

⚠️ Qualora uno di questi cuccioli venga successivamente accoppiato con un soggetto noto per essere portatore della stessa mutazione – pratica ammessa e talvolta utilizzata nella gestione delle malattie recessive – l’allevatore si aspetterà una cucciolata composta per il 50% da portatori e per il 50% da soggetti sani.

Poiché però entrambi i riproduttori sono in realtà portatori, la distribuzione reale sarà:
• 25% cuccioli sani
• 50% portatori
• 25% cuccioli affetti, con il rischio concreto di sviluppare cecità progressiva

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Criticità dei sistemi di registrazione

✔️ Questo esempio evidenzia chiaramente come una parentela errata possa essere all’origine di patologie genetiche e sofferenze pienamente prevenibili.
Tali errori rappresentano una delle cause più frequenti di risultati genetici inattesi e possono tradursi non solo in danni sanitari, ma anche in gravi ripercussioni sulla reputazione dell’allevamento.

Il problema risulta particolarmente rilevante quando la veridicità delle registrazioni genealogiche non è garantita da una profilazione genetica obbligatoria (DNA profiling) al momento dell’emissione del certificato genealogico, ma si basa esclusivamente sul deposito di materiale biologico, il cui DNA viene analizzato solo in caso di contestazione. In questi casi, l’errore può propagarsi per più generazioni prima di essere individuato, amplificando il danno genetico e selettivo.

In Italia, inoltre, i controlli di cucciolata risultano numericamente esigui rispetto alla mole di dati registrati. Tali controlli, che dovrebbero fungere da strumento correttivo, risultano spesso statisticamente irrilevanti. Essi si basano frequentemente su criteri poco affidabili, come il colore del mantello – variabile in molte razze tra nascita ed età adulta – e sulla verifica dei microchip, presentati direttamente dall’allevatore al controllore. Questo sistema lascia ampio margine a errori e favorisce un progressivo inquinamento dei libri genealogici, con conseguenze dirette sulla qualità della selezione e sulla credibilità del pedigree.

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Conclusione

👉 Il sistema fiduciario e autocertificativo basato sulla denuncia di monta documentale dovrebbe essere affiancato da strumenti di verifica moderni, oggettivi e sistematici, capaci di correggere eventuali errori e garantire l’affidabilità dei dati genealogici.

Solo attraverso una tracciabilità genetica certa è possibile tutelare la salute dei cani iscritti ai Libri Genealogici, valorizzare il lavoro degli allevatori seri e premiare una selezione realmente orientata al “breeding for health”, riconosciuta e apprezzata anche dai futuri acquirenti disposti a investire in un cane con pedigree autentico e verificabile.