da Alessio | Mar 15, 2025 | Uncategorized
👉 Questo argomento è di primaria importanza per l’allevamento del cane di razza e della sua sostenibilità, per questo non può essere oggetto di proclami demagogici senza la strutturazione di un progetto applicativo e della sua corretta divulgazione agli allevatori.
🖲 La variabilità genetica, ovvero la diversità biologica tra gli individui di una specie è determinata dalla diversità dei geni che compongono e costituiscono il “pool genetico”, espressione delle loro peculiarità. Tale caratteristica è comunemente ritenuta vantaggiosa per la sopravvivenza; essa descrive l’esistenza di molte versioni diverse di uno stesso organismo, ed è dovuta principalmente alle mutazioni e ai processi di ricombinazione genetica. Le mutazioni in particolare portano alla formazione di nuovi alleli; la ricombinazione li rimescola creando nuove combinazioni alleliche nelle generazioni successive, esercitando un effetto positivo sulla sopravvivenza della specie, in relazione alla sua adattabilità all’ambiente, alla resistenza alle malattie e alla sua efficienza riproduttiva.
✔️ Come in tutte le specie allevate anche nell’allevamento canino tali effetti possono essere sfruttati per ottenere migliori perfomance in allevamento.
🖲 Allora quali possono essere le strategie da adottare per monitorare e controllare la variabilità genetica della nostra razza e/o dei risultati prodotti nel nostro allevamento come effetto positivo prodotto dalla variabilità genetica nel miglioramento della prole proveniente dai nostri riproduttori ?
➡️ Sono possibili diversi sistemi scientifici applicativi ed utilizzabili in zootecnia:
L’utilizzo del coefficiente AVK o ancestor loss coefficent, può essere di fondamentale utilità; indica quanto un “ancestor” è presente in un pedigree e si esprime in termini percentuali. Ovvero se gli “ancestors”, sono presenti una sola volta nel pedigree l’AVK sarà del 100% con una dispersione genica minima.
✔️ È quindi importante, perché ci dice quanto questo antenato è presente nei pedigree e sopratutto quanto i caratteri recessivi vengono persi. In questo caso il calcolo su almeno 5 generazione e possibilmente oltre ed in sovrapposizione al DNA profilo SNP 225 (disponibile con Laboklin) consente un calcolo più accurato in relazione anche alla percentuale di eterozigosi.
📌 Il valore dell’AVK è importante nella selezione perché riflette la ricchezza del patrimonio genetico di un individuo.
🖲 Più alta è la percentuale di AVK, tanto più prezioso sarà il “pool” genetico, in termini di variabilità (più geni diversi presenti).
Tanto minore sarà la percentuale di AVK e maggiormente ci sarà impoverimento genetico.
- Deve essere rigoroso il significato che deve avere per tutti i cinofili la valutazione ed il calcolo corretto (15 generazioni/DNA profile) del COI e di AVK e del loro rapporto infatti un COI alto e una bassa AVK, determinano un eccessiva riduzione della variabilità genetica, responsabile dell’emergenza di diversi problemi genetici nei programmi di selezione, in tutti i cani allevati e/o riprodotti.
L’alta percentuale di COI contestualmente ad una basso valore percentuale di AVK è una “lampadina d’allarme”, rappresentando il rischio di essere portatore, in F1 e/o nelle generazioni successive di caratteristiche morfologiche positive, ma anche l’espressione di malattie ereditarie non sempre evidenti alla nascita, configurabili nella forma di vizi occulti.
✔️ Questo approccio alla selezione, “breeding for Health” non solo ha un riflesso positivo sui principi etici e deontologici che ogni allevatore dovrebbe o intenderebbe rispettare in questa direzione, ma risponde anche ai principi contenuti nella disciplina medico legale, rappresentando il prodotto dell’allevamento oggetto di compravendita nel rispetto dei contenuti delle norme che regolano il benessere animale, con i risvolti etico/giuridico sempre più attuali.
➡️ Così come è stato descritto, per i cani da lavoro, dove bravo x bravo non fa bravissimo, anche sano x sano non fa sanissimo, o meglio il controllo delle patologie ereditarie non solo deve passare attraverso la valutazione dei COI utilizzati negli accoppiamenti e la sua espressione nella prole attraverso il ricalcolo nei test mating preventivi a fronte degli accoppiamenti scelti, ma deve tenere conto dei numerosi geni a carattere autosomico recessivo, di quelli a carattere poligenico, degli screening delle patologie osteoarticolari rivalutati sotto il profilo genetipico, in applicazione ai coefficenti AVK.
da Alessio | Mar 12, 2025 | Uncategorized
✔️ Devono essere allevati solo animali in condizioni fisiche ottimali. Infatti, è ora chiaramente delineato il ruolo endocrino svolto dal tessuto adiposo e le sue interazioni con la funzione riproduttiva.
✔️ Anche la sovralimentazione degli animali in gravidanza è qualcosa che si osserva comunemente, in particolare nei cani. Molti proprietari ritengono che siano necessarie elevate quantità di energia fin dall’inizio della gestazione. Questa alimentazione in eccesso tende a provocare un aumento della deposizione di grasso. Sfortunatamente, queste femmine in sovrappeso sono più inclini ad avere una distocia (Fontaine et al. 2007 ). Ciò può essere il risultato di una diminuzione della forza delle loro contrazioni uterine in seguito all’infiltrazione di tessuto adiposo miometriale, come descritto nell’uomo (Zhang et al. 2007 ). Il peso delle cagne dovrebbe quindi essere monitorato durante la gravidanza e la maggior parte degli autori raccomanda che non superi il 25-30% del peso pre-riproduttivo (Malandain 2006). Anche il monitoraggio dell’assunzione di cibo durante la gravidanza è importante. ✔️ La tossiemia in gravidanza che si verifica nelle cagne gravide è infatti associata a una relativa mancanza di carboidrati o ad un’alterazione del metabolismo dei carboidrati (Fall et al. 2008 ; Armenise et al. 2011 ).
✔️ Uno stato chetotico può si svilupparsi durante la tarda gestazione nelle cagne con un’alimentazione inadeguata o in quelle che non possono consumare abbastanza carboidrati per soddisfare il fabbisogno energetico. ✔️Un’anoressia prolungata durante le ultime 2 settimane di gravidanza richiede l’intervento del clinico veterinarie ragionevolmente immediati.
☑️ Abstract article
Author:
Emanuele Fontaine
da Alessio | Mar 8, 2025 | Uncategorized
- Le cure parentali dei mammiferi e nel caso specifico del cane nella maggior parte dei casi, sono fornite dalla femmina, che fornisce cibo, calore e protezione. Il comportamento materno mostrato dalla madre consiste principalmente in contatto, allattamento, toelettatura/leccatura, gioco, punizione, termoregolazione e movimento.
🖲 CANNIBALISMO
Quando un animale mangia un altro animale della stessa specie, si parla di cannibalismo. Il cannibalismo è raro nei cani, soprattutto se la cucciolata nasce in un ambiente domestico anziché in un canile rumoroso o affollato. Il cannibalismo può manifestarsi alla nascita o anche dopo pochi giorni di vita. Le femmine di qualsiasi razza o mix di razze possono cannibalizzare i loro cuccioli. Il cannibalismo può essere o meno un tratto ereditario eo predisponente e può o meno ripresentarsi da una cucciolata all’altra.
- Sebbene le cause non siano del tutto chiare, diverse possono essere le cause di questo comportamento alla base del quale è stato riconosciuto un basso tasso di ossitocina nelle madri che lo manifestano.
- Una madre inesperta potrebbe non riconoscere i suoi cuccioli come la sua stessa prole, i cani che hanno subito un taglio cesareo possono anche non riconoscere la loro prole a causa della mancanza di ormoni prodotti durante un parto naturale e per effetto della condizione algigica post-chirurgica. Anche i cuccioli appena nati che si muovono in modo irregolare ed emettono suoni acuti, possono evocare condizioni di stress con innalzamento delle concentrazioni ematiche di cortisolo favorendo questo comportamento e/o imitando le azioni degli animali da preda. Alcuni cani, in particolare terrier e mix di terrier, hanno memoria ereditaria predatoria spiccata. Sebbene qualsiasi madre possa cannibalizzare i suoi cuccioli, questi cani possono essere istintivamente costretti a mangiare i loro cuccioli se non li riconoscono come propri.
➡️ L’istinto materno è principalmente dovuto all’ormone ossitocina, che interviene dopo il parto. L’ormone fa sì che una madre accetti i suoi cuccioli e attivi il desiderio e l’interesse alla protezione della prole anche riducendo l’ansia della madre. La ghiandola pituitaria posteriore è il sito di rilascio dell’ossitocina Altri ormoni nella cagna che inducono comportamenti di cura materna sono, estradiolo, prolattina e progesterone, che influenzano anche, il livello di interazione tra la madre e i cuccioli e il loro sviluppo fisiologico, cognitivo e comportamentale.
In caso di mancanza di comportamento materno, la cagna dovrebbe essere nutrita liberamente per favorire l’allattamento e soddisfare il suo fabbisogno energetico. Le femmine che allattano dovrebbero anche essere collocate in un’area tranquilla, confortevole e buia, dove la madre non sarà disturbata da altre persone e animali. Se la cagna viene vista mordere i suoi neonati, potrebbe aver bisogno di una museruola o potrebbe dover essere rimossa dalla stanza. Se l’aggressività persiste, la separazione può essere eseguita per diverse settimane fino a quando l’aggressività non si placa.
Viceversa, in caso di comportamento materno eccessivo, la cagna andrebbe separata dai cuccioli. Inoltre, gli oggetti come animali di peluche dovrebbero essere rimossi dall’ambiente della cagna, in queste femmine.
✔️ La selezione naturale ha favorito l’evoluzione di questo particolare comportamento, la selezione artificiale operata dall’uomo e le sue scelte di selezione secondo obbiettivi diversi, non hanno invece, favorito questo comportamento.
Pertanto è raccomandato prestare particolare attenzione ad allevare cagne con una storia di problemi comportamentali materni, poiché questi problemi possono manifestarsi nelle gravidanze successive.
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