🖲 Errato utilizzo del Fenotipo: la “Morfometria” nella selezione canina

✅ L’errata interpretazione del dato fenotipico confuso spesso con quello genotipico produce un processo involutivo nei programmi di selezione di qualsiasi specie animale compresa la specie canina; le misure morfometriche in corso di valutazione morfologica dei soggetti destinabili alla riproduzione, integrate con la profilazione del DNA e/o la sua mappatura nelle razze in via di riconoscimento o non ancora completamente fissate consentono di avviare un percorso aderente ai canoni che standardizzano il “tipo” contestualmente al reale controllo dell’insorgenza emergente delle patologie ereditarie e permette di “costruire” un sistema rigorosamente scientifico e/o zootecnico attraverso la composizione degli indici di pedigree o EBV (Evaluation Breeders Coefficient) avulsi da interpretazioni arbitrarie di allevatori e giudici di esposizione, spesso complici condizionati di mode e altre dinamiche, “diversamente utili” al processo di selezione zootecnica.

✔️ Le dimensioni corporee quindi, e la consanguineità insieme a morfologie predisponenti, hanno contribuito ad aumentare le emergenze sanitarie di origine genetica e non, nella specie canina.

  • La maggior parte delle razze canine moderne sono state selezionate e fissate nei loro tratti, negli ultimi 200 anni e sono, in genere, caratterizzate da un piccolo numero di capostipiti, con una forte selezione per morfologia, taglia e colore. Inoltre, i “colli di bottiglia” della popolazione di razza dovuti a eventi storici nonché alle arbitrarie scelte di selezione, e l’introduzione dei libri genealogici chiusi negli ultimi 100 anni hanno plasmato la formazione delle moderne razze canine.
    Gli alti livelli di consanguineità identificati tra le popolazioni di razze, canine posti in relazione con le diverse morfologie e le valutazioni dei coefficenti di consanguineità basati sui genotipi (EBV) contribuiscono ad un analisi di regressione considerevole che identifica effetti statisticamente significativi sia della consanguineità che della dimensione corporea sulla morbilità tra le razze.

➡️ ⬅️ Il livello di consanguineità può essere stimato utilizzando i pedigree, comunemente usati per determinare il coefficiente di consanguineità (Fp) all’interno di individui e razze; tuttavia, a meno che i calcoli non includano un profilo DNA e il pedigree completo (ben oltre 15-20 generazioni) Fp può sottorappresentare l’effettiva consanguineità di 5-10 volte. Più recentemente, la misurazione dei livelli di consanguineità (COI), attraverso metodi diretti basati sul genotipo è diventata un’opzione praticabile. Tali approcci per determinare la consanguineità hanno fornito prove che le razze canine hanno livelli di consanguineità considerati estremamente alti (> 0.1) rispetto ad altre specie animali, livelli questi, dove si prevede che si verifichino gli effetti della depressione da consanguineità.
🎯 È significativamente verificabile da corpose pubblicazioni scientifiche internazionali, che alti livelli di consanguineità hanno conseguenze sulla salute. La stretta consanguineità ha un effetto negativo sulla dimensione della cucciolata e sulla sopravvivenza neonatale.
Le conseguenze storiche dell’addomesticamento e la formazione delle razze hanno involontariamente aumentato il numero di varianti genetiche dannose all’interno delle razze, complicato dal fatto che le singole razze hanno anche una forte predisposizione a specifiche malattie ereditarie.
🧬 Il sito web Online Mendelian Inheritance in Animals (OMIA, aprile 2021, omia.org) cataloga attualmente 796 disturbi e tratti canini. Alcuni di questi sono stati ritenuti essere dovuti ad alte frequenze alleliche di mutazioni recessive deleterie, mentre altri sono rimasti elusivi e sono probabilmente di natura poligenica.
Alcune delle predisposizioni alle malattie della razza possono essere dovute a polimorfismi genetici concentrati piuttosto che a tratti segreganti.

🌐 BMC Article:
“The effect of inbreeding, body size and morphology on health in dog breeds”
Danika Bannasch, Thomas Famula, Jonas Donner, Heidi Anderson, Leena Honkanen, Kevin Batcher, Noa Safra, Sara Thomasy & Robert Rebhun