La selezione nel cane di razza dovrebbe prioritariamente tendere alla salute e alla vitalità degli individui. Un cane sano non è soltanto esente da patologie evidenti, ma è anche longevo, fertile, adattabile e capace di affrontare efficacemente le sfide ambientali. La robustezza immunitaria, dunque, è un requisito fondamentale.
✔️ Il sistema immunitario del cane è il principale baluardo contro virus, batteri e parassiti. Esso si struttura fin dalla fase embrionale ed è influenzato da fattori genetici, ambientali e nutrizionali. La sua efficienza non dipende solo dalla salute individuale, ma anche dalla corretta gestione della diversità genetica nella selezione.
➡️ Il sistema immunitario può essere geneticamente compromesso? Sì. Molti disturbi immunitari nei cani di razza hanno una base ereditaria. Quando selezioniamo in modo ristretto, senza valutare la variabilità genetica, possiamo inconsapevolmente amplificare la diffusione di alleli deleteri, compromettendo l’efficienza immunitaria e la resistenza alle malattie.
È ormai noto che la consanguineità aumenta l’omozigosi, facilitando l’espressione di mutazioni recessive. Questa condizione, detta depressione da consanguineità, comporta una serie di effetti negativi: cucciolate meno numerose, aumento della mortalità neonatale, ridotta aspettativa di vita, e una risposta immunitaria meno efficiente.
Un esempio evidente è la ridotta variabilità dei geni DLA (Dog Leukocyte Antigen), che sono l’equivalente canino dei geni MHC umani. Alcune razze presentano pochissimi aplotipi, rendendole più vulnerabili a patologie immuno-mediate. Al contrario, razze come il Barboncino Standard e l’Havanese mostrano una maggiore diversità DLA, conferendo loro una maggiore resilienza.
➡️ Cani di razza e randagi: differenze immunitarie? Studi recenti (Temizkan e Sonmez) suggeriscono che i cani randagi, per selezione naturale, abbiano un sistema immunitario più allenato rispetto ai cani di proprietà, meno esposti a patogeni ambientali. Il gene del granzima B, ad esempio, sembra svolgere un ruolo più attivo nei randagi, suggerendo un’adattabilità superiore in ambienti ostili.
✔️ Alcune condizioni patologiche riconducibili a deficit immunitari genetici includono:
• Carenza di adesione leucocitaria (es. Setter Irlandesi)
• Carenza di immunoglobuline (Beagle, Shar Pei, Pastore Tedesco)
• Predisposizioni specifiche: i Rottweiler al Parvovirus, i Collie all’aspergillosi, etc.
• SCID (immunodeficienza combinata grave) in razze come Basset Hound e Jack Russell.
Una manifestazione frequente di immunodeficienza genetica è rappresentata dalle dermatopatie croniche, in particolare nei piccoli Terrier. In queste razze, la sensibilità cutanea spesso riflette un sistema immunitario fragile e non diversificato, aggravato da alimentazioni monotone o ambienti poco stimolanti.
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Conclusione
La selezione del cane di razza deve tornare a porre al centro la salute genetica e immunitaria. L’allevamento consapevole, informato dalla genetica e supportato dalla scienza, può ridurre l’incidenza di patologie ereditarie e favorire il benessere a lungo termine delle nostre razze.
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