Hai mai sentito parlare dell’organo vomeronasale (VNO), conosciuto anche come organo di Jacobson?
Si tratta di un organo sensoriale accessorio, presente nei cani e in molti altri vertebrati, fondamentale per la percezione dei feromoni: segnali chimici che veicolano informazioni sociali e sessuali tra individui della stessa specie.

Questo organo, situato all’interno della cavità nasale e collegato al palato, non è presente negli esseri umani. I suoi recettori rilevano specificamente le molecole chimiche “inodore” come i feromoni e inviano queste informazioni direttamente al cervello, in aree deputate a comportamento riproduttivo, affiliazione e riconoscimento.

A cosa serve l’organo di Jacobson nei cani?
• Permette ai maschi e alle femmine di individuare la disponibilità riproduttiva nei simili.
• Aiuta i cuccioli a riconoscere la madre e a localizzare la fonte di latte.
• Lavora in sinergia con sensori di calore nel naso per aiutare i neonati a orientarsi verso la madre.

Un olfatto potentissimo

L’olfatto è il senso dominante nel cane: si stima che sia fino a 100.000 volte più sviluppato di quello umano.
Il naso del cane è strutturato per analizzare e trattenere gli odori, anche grazie a una tasca nasale che evita la dispersione delle molecole odorose. Così, le informazioni olfattive vengono elaborate più a lungo e in modo più preciso.

Cosa riescono a percepire grazie all’olfatto?

I cani possono:
• Determinare la direzione di un odore e stabilire quando è passato un individuo.
• Riconoscere emozioni, ormoni e stati fisiologici come paura, gravidanza, stress.
• Ricordare odori anche a distanza di anni grazie a una memoria olfattiva eccezionale.

Impieghi pratici dell’olfatto canino:
• Rilevamento precoce di tumori (melanoma, colon-retto, mammella, polmone, prostata, ecc.)
• Allerta in caso di ipoglicemia o iperglicemia (cani da diabete)
• Previsione di crisi epilettiche o narcolettiche
• Ricerca di tartufi, animali, persone scomparse, vittime sotto macerie
• Individuazione di sostanze stupefacenti, esplosivi, cadaveri, allergeni alimentari (glutine, arachidi, ecc.)
• Rilevamento di malattie infettive come malaria e COVID-19