da Alessio | Apr 12, 2026 | Uncategorized
Il barboncino rosso è oggi una delle varianti più richieste, soprattutto per l’intensità e il fascino del suo mantello. Tuttavia, è fondamentale fornire un’informazione corretta e trasparente: il colore rosso non è stabile nel tempo.
🧬 Natura genetica del colore
La tonalità rossa nel Barboncino è influenzata da specifici fattori genetici legati al cosiddetto fading, ovvero un processo di decolorazione progressiva del pigmento.
Questo significa che:
• il cambiamento del colore non dipende da alimentazione, esposizione solare o gestione del mantello
• è un fenomeno intrinseco alla genetica del soggetto
🎨 Il rosso: una tonalità, non un colore indipendente
Dal punto di vista tecnico, il rosso non è considerato un colore separato, ma una variazione di intensità all’interno del colore fulvo (leonado).
All’interno di questa gamma troviamo:
• tonalità più chiare → apricot
• tonalità più intense → rosso
Queste sfumature rappresentano diversi livelli di concentrazione del pigmento, e non categorie genetiche distinte.
🔄 Evoluzione del mantello nel tempo
Lo sviluppo del colore segue generalmente un andamento prevedibile:
• Fase cucciolo: tonalità inizialmente più chiara
• Cambio del pelo: aumento dell’intensità e maggiore definizione del colore
• Fino ai 18–24 mesi: fase di relativa stabilità
• Età adulta: progressivo schiarimento del mantello
È importante sottolineare che questo processo varia da soggetto a soggetto, ma segue comunque una tendenza comune.
⚠️ Considerazioni importanti
• La grande maggioranza dei barboncini rossi tende a schiarire con il tempo
• Solo una percentuale molto limitata mantiene tonalità particolarmente intense in età adulta
• Non esistono soggetti che conservano esattamente lo stesso colore originario
Inoltre, è utile chiarire che il termine “rosso pepe” non ha alcun valore tecnico o riconoscimento ufficiale nel contesto cinofilo.
Le definizioni corrette restano:
• rosso intenso
• rosso scuro
💡 Conclusione
Scegliere un barboncino rosso significa apprezzarne non solo l’estetica iniziale, ma anche la sua naturale evoluzione nel tempo.
Una selezione e un allevamento responsabili si basano su un principio fondamentale:
informare correttamente, anche quando la realtà è meno commerciale delle aspettative.
da Alessio | Apr 10, 2026 | Uncategorized
- Non è un segreto che molti allevatori abbiano accesso all’ossitocina utilizzandola arbitrariamente secondo le proprie “valutazioni” personali. In realtà l’ossitocina è un farmaco la cui cessione avviene obbligatoriamente su prescrizione medico veterinaria e dovrebbe essere somministrata solo da un veterinario. È un farmaco molto facile da usare per via iniettabile e per questo troppo sottovalutato per rendere sicura la somministrazione casuale per la cagna e i cuccioli. Sopratutto se viene somministrata senza opportune indagini ecografiche o radiografiche in prossimità del parto rendendo possibile un danneggiamento dell’utero o, se un cucciolo è nella posizione sbagliata, danneggiare o uccidere il cucciolo malposizionato all’interno dell’utero.
➡️ L’ossitocina iniettabile, è un nonapeptide sintetico identico all’ossitocina endogena, un ormone rilasciato dal lobo posteriore della ghiandola pituitaria.
I suoi principali meccanismi d’azione sono di stimolare la muscolatura liscia dell’utero producendo contrazioni ritmiche e grazie alla sua azione sul tessuto mammario facilita l’allattamento aumentando la montata lattea. Aiuta anche l’involuzione dell’utero riducendo il sanguinamento uterino “post-partum”.
🖲 La dose abituale nella cagna è di 5-10 UI per iniezione sottocutanea. La sua durata d’azione è di circa 15 minuti. Un dosaggio eccessivo o un uso inappropriato possono causare:
- “Abruptio Placentae” o Distacco Placentare, separazione prematura della placenta dalla parete uterina
- “Distress fetale” con conseguente morte fetale in utero
- Ipertonicità uterina – Contrazione tetanica – Rottura uterina
- Embolia da liquido amniotico
- Intossicazione da acqua
- Ipossia Fetale
- ipotensione materna
Se viene somministrata una dose troppo alta, il muscolo uterino va in tetania, una forte contrazione prolungata che può causare la separazione della placenta, dando al cucciolo solo pochi minuti per uscire all’esterno e iniziare a respirare autonomamente.
✔️ Il motivo per cui questo farmaco merita così tanta attenzione è (sebbene possa essere un utile strumento clinico nella gestione di alcuni problemi legati al parto) che se viene somministrato troppo prontamente senza una piena comprensione delle sue implicazioni e controindicazioni all’uso, può determinare più danni che benefici.
➡️ ⬅️ Controindicazioni all’uso di Ossitocina:
- Quando la cagna è in travaglio ma non ha ancora partorito il primo cucciolo; questo inevitabilmente significa che la cervice o è ancora chiusa o non si è completamente dilatata oppure c’è un cucciolo che ostruisce il canale vaginale. La somministrazione di ossitocina in questo momento potrebbe causare la rottura dell’utero.
- La cagna si sta contraendo e da un po’ di tempo tende a sforzarsi e non è stato partorito il primo cucciolo; questo può significare che c’è un difetto del canale del parto, un cucciolo fuori misura incastrato nel canale, un cucciolo morto che impedisce o rallenta la regolare progressione, o una presentazione errata del all’interno del canale del parto.
✔️ Tutti questi eventi rappresentano un’emergenza clinica. La somministrazione di ossitocina è controindicata per i motivi descritti.
- Alla fine del parto la parete uterina attraverserà una fase attiva di involuzione, il riflesso della suzione e l’aumento consequenziale dei livelli ematici di prolattina, stimoleranno il normale rilascio di Ossitocina che favorisce l’allattamento, l’involuzione dell’utero e l’espulsione di eventuali corpi estranei, qualora dovessero essere presenti.
🖲 Se il travaglio sta procedendo normalmente ma non sono stati partoriti ancora tutti i cuccioli previsti, è possibile che la madre possa “fermarsi”, ovvero sembra che le contrazioni siano terminate, questo è abbastanza normale. Le madri spesso si riposano a metà del parto e dormono anche per alcune ore prima di riprendere il parto, sopratutto in corrispondenza di parti “languidi”. È questo, spesso il momento in cui l’allevatore inesperto o l’allevatore preso dal panico interviene somministrando erroneamente l’ossitocina. I cuccioli non sono ancora esattamente incanalati nel canale del parto e per avere i requisiti di vitalità, che assicurano un normale APGAR alla nascita devono mantenere un solido e intimo rapporto della placenta all’endometrio uterino assicurando un adeguato apporto di ossigeno ai cuccioli. La somministrazione di ossitocina in questo momento può comportare una improvvisa rottura placentare piuttosto che favorire o velocizzare la nascita dei restanti cuccioli e il rischio che i successivi cuccioli nascano morti per ipossia o sofferenza fetale aumenta notevolmente.
➡️ ⬅️ Interventi d’urgenza
È possibile nei casi critici, esercitare alcune manualità che agiscono sui meccanismi di stimolazione a “feedback” per avviare contrazioni più energiche come il “riflesso di Ferguson”, mediante l’inserimento di un dito sterile guantato nella vagina, stimolando questo riflesso sulla parete dorsale della vagina attivando un episodio o più di contrazioni che variano in intensità e tempo a seconda del grado di affaticamento uterino. Ciò potrebbe comportare l’espulsione di un altro cucciolo.
Se invece, si verificano i segni clinici riconducibili ad “inerzia uterina”, ovvero la cagna sta dilatando la cervice ma ha atonia o contrazioni deboli e inefficaci, allora sarà indicato il taglio cesareo.
Un altra soluzione, anch’essa chirurgica è l’Episiotomia, indicata generalmente quando la criticità riguarda l’ultimo cucciolo non ancora espulso.
➡️ ⬅️ Indicazioni per l’uso di Ossitocina
- L’ossitocina può essere somministrata, in corso di inerzia uterina secondaria, per aumentare l’intensità di questo genere di contrazioni e per espellere i feti trattenuti o la placenta a condizione che non vi siano ostruzioni o difetti nel canale vaginale, la cagna non abbia un aumento significativo della frequenza respiratoria, l’utero non si contragga vigorosamente e non vi siano segni di prolungato affaticamento uterino.
In questi casi la somministrazione di ossitocina e’ consigliata in combinazione con glucosio e calcio somministrati nelle modalità e nel dosaggio dal medico veterinario.
- In corso di ritenzione placentare e/o membrane, l’ossitocina può essere somministrata per aiutare l’espulsione, entro un ragionevole lasso di tempo per evitare il rischio di infezione.
REPROVETgenetics ITALIA 🇮🇹
da Alessio | Apr 5, 2026 | Uncategorized
Spesso si pensa che siano cani diversi…
ma la realtà è un’altra:
la razza è sempre la stessa.
A cambiare è solo la toelettatura.
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Il barbone ha un mantello unico, che permette di creare stili completamente diversi:
più elegante, più naturale, più “cucciolo” o più strutturato.
Ma sotto quel taglio…
c’è sempre lo stesso cane.
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La vera differenza la fanno:
✔️ selezione
✔️ struttura
✔️ qualità del mantello
La toelettatura non crea il cane,
lo valorizza.
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Impara a guardare oltre il taglio.
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Eyes to Love
Selezione, non apparenza. 🔥
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