da Alessio | Ago 22, 2025 | Uncategorized
Uno dei principali interrogativi in allevamento riguarda la temperatura ideale negli ambienti destinati ad accogliere i neonati. La relazione tra temperatura ambientale e vitalità dei cuccioli è infatti cruciale, poiché la loro capacità termoregolatrice è inizialmente immatura e da essa dipendono numerosi processi fisiologici fondamentali per la sopravvivenza.
👉 La transizione dalla vita intrauterina a quella esterna comporta profonde modificazioni fisiologiche. Nei primi giorni, i cuccioli non dispongono ancora di riflessi di brivido né di meccanismi di vasocostrizione sviluppati, per cui sono altamente vulnerabili a variazioni di temperatura. Per questo motivo, le prime 24–72 ore di vita rappresentano la fase più critica, durante la quale un abbassamento repentino della temperatura corporea può condurre rapidamente all’ipotermia. La piena stabilizzazione della termoregolazione, infatti, viene raggiunta intorno al 18° giorno di vita.
✔️ Come negli adulti, anche nel cucciolo la temperatura corporea dipende dall’equilibrio tra calore prodotto dal metabolismo e calore perso verso l’ambiente. Un adeguato apporto di colostro fornisce non solo immunità passiva, ma anche un’importante fonte energetica che favorisce la produzione di calore e la prevenzione dell’ipotermia, aumentando così le probabilità di sopravvivenza. Non a caso, l’ipotermia è riconosciuta tra i principali fattori di mortalità neonatale.
👉 Le variazioni della temperatura interna e superficiale non dipendono solo dall’ambiente, ma anche da condizioni fisiologiche (età, digiuno, alimentazione) o stressanti (stress acuto, infiammazione, ipossia). Lo stress, ad esempio, attraverso l’attivazione del sistema simpatico, può indurre ipertermia, alterando ulteriormente l’equilibrio termico del neonato.
⚠️ Nei cani, i cuccioli con basso peso alla nascita presentano un rischio significativamente più elevato di mortalità: si stima che tale rischio possa essere fino a 12 volte superiore rispetto a quello dei neonati normopeso. Anche fattori materni, come il peso della madre, le dimensioni della cucciolata e le complicazioni al parto, influenzano la vitalità e le probabilità di sopravvivenza dei neonati. Studi clinici hanno dimostrato che i cuccioli sottoposti a stress perinatale o ipossia presentano tassi di sopravvivenza inferiori, soprattutto nella prima settimana di vita.
🖲 Un aspetto emergente riguarda lo studio della vascolarizzazione cutanea e delle cosiddette “finestre termiche biologiche”, regioni corporee particolarmente indicative dello stato termico e metabolico dell’animale. Attraverso la termografia a infrarossi (IRT) è possibile rilevare a distanza le radiazioni termiche emesse dai tessuti, monitorando in tempo reale la condizione fisiologica e i livelli di stress dei neonati. Questa metodica può risultare preziosa per identificare precocemente stati di ipotermia, una delle principali cause di morte neonatale.
Nella specie canina, le aree più affidabili per la valutazione termografica sono: caruncola lacrimale, occhio, padiglione auricolare, torace laterale, arti e regione del muso. È stata inoltre evidenziata una correlazione positiva tra peso alla nascita e capacità termoregolatrice, osservabile proprio tramite lo studio di queste aree.
👉 Tuttavia, la ricerca in questo ambito è ancora in evoluzione. Ulteriori approfondimenti sulle finestre termiche neonatali potrebbero rivelarsi fondamentali per migliorare la comprensione dei meccanismi di termoregolazione nei cuccioli e, di conseguenza, ridurre gli elevati tassi di mortalità osservati in alcune razze e linee di selezione.
da Alessio | Apr 29, 2025 | Uncategorized
La selezione nel cane di razza dovrebbe prioritariamente tendere alla salute e alla vitalità degli individui. Un cane sano non è soltanto esente da patologie evidenti, ma è anche longevo, fertile, adattabile e capace di affrontare efficacemente le sfide ambientali. La robustezza immunitaria, dunque, è un requisito fondamentale.
✔️ Il sistema immunitario del cane è il principale baluardo contro virus, batteri e parassiti. Esso si struttura fin dalla fase embrionale ed è influenzato da fattori genetici, ambientali e nutrizionali. La sua efficienza non dipende solo dalla salute individuale, ma anche dalla corretta gestione della diversità genetica nella selezione.
➡️ Il sistema immunitario può essere geneticamente compromesso? Sì. Molti disturbi immunitari nei cani di razza hanno una base ereditaria. Quando selezioniamo in modo ristretto, senza valutare la variabilità genetica, possiamo inconsapevolmente amplificare la diffusione di alleli deleteri, compromettendo l’efficienza immunitaria e la resistenza alle malattie.
È ormai noto che la consanguineità aumenta l’omozigosi, facilitando l’espressione di mutazioni recessive. Questa condizione, detta depressione da consanguineità, comporta una serie di effetti negativi: cucciolate meno numerose, aumento della mortalità neonatale, ridotta aspettativa di vita, e una risposta immunitaria meno efficiente.
Un esempio evidente è la ridotta variabilità dei geni DLA (Dog Leukocyte Antigen), che sono l’equivalente canino dei geni MHC umani. Alcune razze presentano pochissimi aplotipi, rendendole più vulnerabili a patologie immuno-mediate. Al contrario, razze come il Barboncino Standard e l’Havanese mostrano una maggiore diversità DLA, conferendo loro una maggiore resilienza.
➡️ Cani di razza e randagi: differenze immunitarie? Studi recenti (Temizkan e Sonmez) suggeriscono che i cani randagi, per selezione naturale, abbiano un sistema immunitario più allenato rispetto ai cani di proprietà, meno esposti a patogeni ambientali. Il gene del granzima B, ad esempio, sembra svolgere un ruolo più attivo nei randagi, suggerendo un’adattabilità superiore in ambienti ostili.
✔️ Alcune condizioni patologiche riconducibili a deficit immunitari genetici includono:
• Carenza di adesione leucocitaria (es. Setter Irlandesi)
• Carenza di immunoglobuline (Beagle, Shar Pei, Pastore Tedesco)
• Predisposizioni specifiche: i Rottweiler al Parvovirus, i Collie all’aspergillosi, etc.
• SCID (immunodeficienza combinata grave) in razze come Basset Hound e Jack Russell.
Una manifestazione frequente di immunodeficienza genetica è rappresentata dalle dermatopatie croniche, in particolare nei piccoli Terrier. In queste razze, la sensibilità cutanea spesso riflette un sistema immunitario fragile e non diversificato, aggravato da alimentazioni monotone o ambienti poco stimolanti.
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Conclusione
La selezione del cane di razza deve tornare a porre al centro la salute genetica e immunitaria. L’allevamento consapevole, informato dalla genetica e supportato dalla scienza, può ridurre l’incidenza di patologie ereditarie e favorire il benessere a lungo termine delle nostre razze.
da Alessio | Apr 29, 2025 | Uncategorized
Hai mai sentito parlare dell’organo vomeronasale (VNO), conosciuto anche come organo di Jacobson?
Si tratta di un organo sensoriale accessorio, presente nei cani e in molti altri vertebrati, fondamentale per la percezione dei feromoni: segnali chimici che veicolano informazioni sociali e sessuali tra individui della stessa specie.
Questo organo, situato all’interno della cavità nasale e collegato al palato, non è presente negli esseri umani. I suoi recettori rilevano specificamente le molecole chimiche “inodore” come i feromoni e inviano queste informazioni direttamente al cervello, in aree deputate a comportamento riproduttivo, affiliazione e riconoscimento.
A cosa serve l’organo di Jacobson nei cani?
• Permette ai maschi e alle femmine di individuare la disponibilità riproduttiva nei simili.
• Aiuta i cuccioli a riconoscere la madre e a localizzare la fonte di latte.
• Lavora in sinergia con sensori di calore nel naso per aiutare i neonati a orientarsi verso la madre.
Un olfatto potentissimo
L’olfatto è il senso dominante nel cane: si stima che sia fino a 100.000 volte più sviluppato di quello umano.
Il naso del cane è strutturato per analizzare e trattenere gli odori, anche grazie a una tasca nasale che evita la dispersione delle molecole odorose. Così, le informazioni olfattive vengono elaborate più a lungo e in modo più preciso.
Cosa riescono a percepire grazie all’olfatto?
I cani possono:
• Determinare la direzione di un odore e stabilire quando è passato un individuo.
• Riconoscere emozioni, ormoni e stati fisiologici come paura, gravidanza, stress.
• Ricordare odori anche a distanza di anni grazie a una memoria olfattiva eccezionale.
Impieghi pratici dell’olfatto canino:
• Rilevamento precoce di tumori (melanoma, colon-retto, mammella, polmone, prostata, ecc.)
• Allerta in caso di ipoglicemia o iperglicemia (cani da diabete)
• Previsione di crisi epilettiche o narcolettiche
• Ricerca di tartufi, animali, persone scomparse, vittime sotto macerie
• Individuazione di sostanze stupefacenti, esplosivi, cadaveri, allergeni alimentari (glutine, arachidi, ecc.)
• Rilevamento di malattie infettive come malaria e COVID-19
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